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THE BEAT BUSTERS A ABBEY ROAD - LONDON
PRESENTAZIONE DEL PROGETTO B.D.I.A.
RASSEGNA STAMPA E RADIO

(clicca per ingrandire)


Durante la registrazione con lo sfondo della scala dello Studio 2. In primo piano il pianoforte di Let it be


Da Sinistra: Beppe, Mauro, Pier


Nello Studio 2 durante il sound-check


Le famose zebre pedonali e sulla sfondo lo Studio


Mauro sulla scala di ingresso


Beppe sulla scala di ingresso


Francesco sulla scala di ingresso


Mauro davanti a casa McCartney

Ebbene sì, è tutto vero. Anche se risvegliandoci nelle nostre case domenica mattina ci è sembrato un bellissimo sogno inverosimile. Tutto è andato diritto: l'organizzazione di Rolando Giambelli, il viaggio, la registrazione.

Anzi la registrazione è andata più che bene. Il Sound Engineer era Alex Scannell (vedi link per sapere di chi parliamo) e il suo atteggiamento con noi era addirittura "ossequioso"; è proprio vero che più il livello è alto più le persone sono modeste e alla mano.

Fin dall'ingresso, alla reception, sorrisi a 78 denti; poi siamo stati accompagnati da un addetto al ristorante-bar interno dove abbiamo aspettato il nostro turno. Già qui c'erano delle facce non nuove, forse viste su qualche foto sui libri che parlano dei Beatles. Nell'attesa abbiamo fatto un giro nel corridoio su cui si affacciano le massicce porte insonorizzate degli Studi 1, 2 e 3. Nello Studio 1 (circa 500 mq.) si registrano orchestre e musica classica. Qui ha registrato Herbert Von Karaian e John Williams ma anche Brian Adams, Annie Lennox, U2, ma naturalmente è più famoso per la prima diretta in mondovisione nel 1967 quando i Beatles eseguirono dal vivo All you need is love e le parti d'orchestra di S.gt Pepper Lonely Hearts Club Band.

Un breve e parziale elenco di chi ha registrato nello Studio 2: The Beatles, Pink Floyd, Queen, Elton John, Euritmics, U2, Sting, Paul McCartney, Mick Jagger, David Bowie, George Benson, The Beach Boys, Carlos Santana, Simply Red, Deep Purple, Billy Joel, George Harrison, Robbie Williams ...

Ma ormai sono le 20 e tocca a noi. Devo dire che non eravamo molto preoccupati ne agitati grazie all'ambiente estremamente amichevole. Ma varcata la porta dello Studio 2 tutto è cambiato. Il parquet a spina di pesce, i pannelli fonoassorbenti regolabili, la scala che porta alla regia e la grande vetrata che divide lo studio della regia, il piano Stanway verticale (con cui i Beatles hanno suonato Obladi-Oblada, Good day sunshine, Rocky Raccoon, ecc.), il piano a coda di Let it be ... qui un attimo ci siamo impressionati: eravamo nel santuario della musica mondiale ! Quello che abbiamo visto centinaia di volte nella nostra vita nelle foto dei Beatles.

Ma il tempo non dava scampo: una controllata all'accordatura, una veloce prova dei livelli e via. L'emozione è scomparsa (ma era difficile tenere la concentrazione). Dalla regia Alex: "take one". Siamo partiti con una versione swingata di All my loving. Alla fine sentiamo in cuffia Alex che dice al suo assistente "beautiful !", poi si rivolge a noi e dice "Ok, very good". Ma io gli dico che vogliamo farne un'altra. E allora "take two", e via. Poi siamo passati a Across the universe, riarrangiata con suoni grunge e una chitarra slide. Per ultima She's a woman arrangiata a mo' di rock duro. Qui Mauro ha fatto una prestazione vocale eccezionale. Al termine tutti i presenti in regia e nello studio hanno applaudito dopo aver ballato per tutta la registrazione. Dalla regia sono scesi a congratularsi, grandi pacche sulle spalle!

Ma a questo punto avevamo ancora 15 minuti. E allora abbiamo fatto Long Tall Sally in tonalità e nella versione originale, praticamente impossibile da cantare per quanto è alta. Non ho mai sentito nessun gruppo che suona i Beatles eseguirla. Eppure Mauro anche qui ha dato il 1000 per 100 (anche noi naturalmente) e a questo punto sembrava di essere in un dancing, mi sembravano tutti impazziti, ma la versione eseguita era veramente molto buona.

Ancora 5 minuti: partiamo con Bithday ma dopo pochi secondi ci interrompono: il tempo è scaduto.

Mentre il gruppo successivo entrava e si preparava, Rolando Giambelli (che ha ripreso tutto con una telecamera fissa) ci ha scattato qualche foto sulla famosa scala. Siamo saliti in regia e abbiamo riascoltato un paio di minuti dell'ultimo nostro brano. Il risultato, per quanto non mixato ne editato, era semplicamente strabiliante.

Grandi saluti e sorrisi e ce ne siamo andati a mangiare filetto e patate più avanti in Abbey Road in un pub che si chiama "Abbey Road" (che fantasia).

La mattina dopo siamo andati a casa di Paul McCartney in Cavendish Avenue, a 10 minuti a piedi dallo Studio. Lui abita ancora lì (dal 1966) quando si trova a Londra. La tentazione di suonare il citofono era forte. Ti immagini: "ciao Paul, stiamo registrando le tue canzoni a Abbey Road, ci fai entrare a salutarti ?"

Alle 15 via per l'aeroporto: alle 22.30 ero a letto, buonanotte.

Meglio di così non si poteva fare. Probabilmente ci saranno alcune piccole imprecisioni ma dato lo stress della giornata (sveglia alle 6, volo alle 10, 1 ora e mezza di taxi per l'hotel, mezz'ora di taxi dall'hotel a Abbey Road, tempi stretti e l'impressionante Studio 2) e il tempo limitato abbiamo fatto un piccolo miracolo o meglio ... abbiamo fatto il botto! L'impatto sonoro (che solo li si puo' ottenere e che tutti gli studi del mondo cercano di imitare, senza riuscirci) e l'interpretazione sono stati la nostra carta vincente.

Fin dall'inizio di questa avventura, 3 mesi fa, quando ci siamo trovati per decidere cosa fare, abbiamo fatto le scelte giuste: canzoni semplici e senza problemi di esecuzione (il tempo era troppo poco per fare cose complesse), ognuna riarrangiata secondo il nostro gusto e non le versioni originali (che noi eseguiamo solitamente), nessun effetto particolare agli strumenti, solo chitarre grezze proprio per sfruttare al meglio l'acustica unica dello Studio. Al momento non sappiamo come sono andati gli altri gruppi. A mio parere chi ha puntato su cose molto difficili o suoni troppo sofisticati è rimasto fregato.

Ultima notizia al momento non ufficiale: pare che o George Martin o Paul McCartney scriverà una breve introduzione sul libretto del CD. Se così fosse tutto il progetto acquisirà una dimensione diversa e enormemente più importante.

Per ora è tutto (e mi sembra che sia abbastanza).

Scatti di R.Giambelli nello Studio 2

www.abbeyroad.com